
Mastropaolo “I giovani vanno sostenuti con strumenti concreti”
L’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è un tema assolutamente attuale, come dimostra la centralità che ha rivestito nell’ultimo G7. Come commercialisti è fondamentale trovare la strada con cui ricondurre le nuove generazioni all’interno del mondo delle libere professioni, dal quale è evidente che si sono allontanate, come è facile rilevare dai pochissimi ragazzi che si iscrivono ai tirocini e all’Esame di Stato o semplicemente da quanti pochi dei nostri figli seguano le nostre orme professionali.
Nel convegno COMMERCIALISTI NƎXT. GENERAZIONI DI PROFESSIONISTI VERSO NUOVI SCENARI – organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili gli scorsi 15 e 16 ottobre a Pesaro – è emersa la necessità, soprattutto dalle relazioni dei rappresentanti dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UGDCEC), di trattare il tema giovani finalmente in modo concreto, “mettendo a terra” le idee che gravitano attorno alla questione ma che spesso tali rimangono.
- Dobbiamo garantire ai giovani commercialisti una base economica di partenza: già dal tirocinio devono poter contare su un’adeguata risorsa finanziaria.
- I giovani devono poter “fare gavetta” compresa all’interno di un piano di sviluppo con obiettivi e prospettive; è importante dunque che il loro percorso lavorativo inizi all’interno di studi professionali di dimensioni adeguate alle loro aspirazioni, ed è anche per questo motivo dunque che va sostenuta e promossa l’aggregazione professionale.
- Dobbiamo farci conoscere: come già sta facendo l’ODCEC di Bologna, dobbiamo andare nelle scuole superiori, nelle università, e stabilire un contatto diretto con i ragazzi, raccontando loro quante possibilità e prospettive offre il nostro mestiere.
- Come già previsto nelle proposte di modifica alla legge 139/2005, che regola il nostro ordinamento professionale, dobbiamo ripensare a un adeguamento dei compensi.
- La nostra professione va resa accattivante, visibile, attrattiva; in caso contrario sarà difficile per gli studi trovare collaboratori all’altezza, e sarà difficile che avvenga quel ricambio generazionale in grado di tenere la nostra professione viva e in salute.
Personalmente ho sempre creduto nei giovani. Ho sempre creduto nell’importanza del loro ruolo all’interno degli studi.
L’intelligenza artificiale, per esempio, è già una protagonista della nostra professione e arriveranno dalla tecnologia modi sempre più innovativi di esercitare la professione, e ovviamente sono i giovani quelli in grado di coglierli meglio, più velocemente, e portare idee nuove che diano sviluppo e nuova linfa alla nostra categoria.
Sono sempre più intenzionata a perseguire un obiettivo: fare in modo che la nostra professione sia bella per i giovani quanto lo è stata per me, quanto lo è stata per tutti i colleghi della mia età, che assieme a me l’hanno vissuta come una grande opportunità, come un grande trampolino di lancio.
Monica Mastropaolo, Founder partner di Studio Mancaruso