Concordato minore | Il caso Le Mucche di Guglielmo

Nonostante la disciplina del sovraindebitamento sia ormai consolidata, essendo in vigore dal 2012, molte imprese continuano a ignorare le opportunità offerte da questi strumenti giuridici per risolvere situazioni di difficoltà finanziaria. Nel tessuto imprenditoriale locale manca spesso la consapevolezza su queste possibilità.

La questione non è soltanto di natura giuridica, ma anche di psicologica. L’imprenditore in difficoltà tende a isolarsi, percependo le proprie difficoltà come un taboo che danneggia la sua reputazione e quella dell’impresa. Tale isolamento, lungi dall’essere una soluzione, accresce il rischio di implosione della situazione economica.

È fondamentale parlare delle proprie difficoltà, superando il timore di giudizi esterni. Solo così si rende la propria situazione “intercettabile” propria da quella rete di professionisti e consulenti capaci di affrontare la crisi con competenza.

MONICA MASTROPAOLO, Founder partner di Studio Mancaruso

 

Il Nuovo Codice della Crisi e il Concordato Minore per le piccole imprese

Il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) ha introdotto un cambiamento significativo per le piccole e medie imprese (PMI) italiane in difficoltà finanziaria. Secondo i dati ISTAT, nel 2023 oltre il 30% delle PMI italiane ha affrontato crisi di liquidità, mentre il 20% ha registrato ritardi nei pagamenti ai fornitori. In questo contesto, il Codice fornisce strumenti preventivi e procedure più accessibili per evitare la liquidazione e favorire la continuità aziendale.

Uno degli strumenti più rilevanti è il concordato minore, pensato specificamente per le piccole imprese sotto determinate soglie dimensionali. Questo istituto consente una ristrutturazione del debito con modalità semplificate rispetto al concordato preventivo ordinario, includendo vantaggi significativi come:

– Maggiore flessibilità nella proposta ai creditori;

– Costi ridotti e procedure più rapide;

– Possibilità di evitare la liquidazione controllata e proseguire l’attività d’impresa.

Tuttavia, tra gli imprenditori la conoscenza di queste opportunità è ancora limitata. Secondo un’indagine di Unioncamere, il 65% degli imprenditori italiani non conosce i dettagli del Codice della Crisi, e solo il 18% sa dell’esistenza del concordato minore. Questa scarsa informazione porta molte aziende a non sfruttare gli strumenti di risanamento disponibili e ad affrontare la crisi in modo reattivo piuttosto che preventivo.

Guarda il caso dell’azienda agricola “Le mucche di Guglielmo” .